Lista nozze: nel 2022 esiste ancora?

Negli ultimi anni tra le coppie che seguo sempre meno hanno la lista nozze classica in negozio: molte mie coppie abitano altrove rispetto a dove si sposano o dove sono nati, inoltre molte già convivono e hanno la casa già arredata.

Quindi cosa si fa? Lista viaggio? Bonifico? Contanti?

Io propongo di aggiungere una card in cui si scrivono le “direttive” introdotti da una frase che educatamente metta in chiaro che il regalo non è necessario, ma nel caso gli invitati volessero farlo, possono usufruire della lista nozze al negozio fisico, la lista nozze online, la lista viaggio in agenzia o fare un bonifico per contribuire a un mutuo, al viaggio o alle spese della coppia.

Sconsiglio di mettere nella busta direttamente il biglietto del negozio lista nozze perché essendo di un formato diverso o realizzato con colori non in palette con la partecipazione, sarebbe la prima cosa che salterebbe all’occhio degli invitati, prima ancora di sapere chi si sposa!

La richiesta di bonifico è un tasto dolente per molte coppie perché temono che essere giudicati in maniera negativa dagli invitati, negli anni vedo che la richiesta è sempre più comune e pratica, però solo gli sposi conoscono il grado di complicità che hanno con gli invitati ed è giusto che di caso in caso si valuti cosa è meglio fare.

Molti invitati ci tengono a regalare qualcosa che “rimane”: ma siamo sicuri che “rimanga” più un vaso di cristallo rispetto a una rata del mutuo per la casa o il ricordo di un’esperienza fatta durante il viaggio di nozze?
Insomma in generale sarebbe meglio non giudicare mai le scelte altrui e quando si fa un regalo è sempre meglio assecondare i desideri di chi riceverà il regalo piuttosto che quello che piace a noi..

Pubblicato da irenemini

Irene Minissale è nata in provincia di Pistoia nel 1982, ma ora vive e lavora in Sicilia; nel 2001 si diploma presso il Liceo Artistico di Lucca e nello stesso anno si iscrive presso l'ISIA di Firenze laureandosi nel corso ordinario quadriennale nel 2005 e nella specialistica nel febbraio del 2008. Insomma studia un sacco, ma non impara a scrivere biografie. Durante gli studi trova anche il tempo di lavorare presso un'agenzia di comunicazione di Firenze come designer grafico e cartotecnico; ma anche qui non le insegnano a scrivere biografie. In questi anni sviluppa una buona esperienza in ambito progettuale e grafico-illustrativo sia a mano libera che tramite software grafici, ma non a scrivere, indovinate cosa? Dal Marzo 2008 lavora da illustratrice e designer grafico come freelance per diversi settori (editoria, moda e pubblicità) e pensa che dovrebbe imparare a scrivere biografie. Durante questo periodo prende parte al workshop Summer Session RCR ma, neanche a dirlo, non impara a scrivere biografie... Nel 2011 apre un blog/portfolio e qui rimane fregata... deve scrivere una biografia.

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